Oscar a Milena Canonero: la moda italiana trionfa non solo sul red Carpet

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La notte più chiacchierata dell’anno è terminata proprio questa mattina alle 6 circa (ora italiana) e tutto il mondo non fa che parlarne.

Si giudicano i meglio e i peggio vestiti, si criticano statuette statuette mancate e si elogiano i vincitori. Noi però non vogliamo parlarvi di tutto ciò.

La nostra protagonista indiscussa è Milena Canonero, che dal Piemonte ha onorato per la quarta volta l’Italia vincendo l’Oscar al costume in Grand Budapest Hotel.

Nella sua lunga filmografia vanta di aver contribuito alla realizzazione di capolavori cinematografici come Arancia Meccanica, La Mia Africa e Marie Antoniette.

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Oscar secondo tutti meritatissimo, che si va ad aggiungere al ricco bottino raccolto da Wes Anderson nel suo capolavoro. Per chi non lo avesse ancora visto (e consiglio caldamente di rimediare al più presto), il film racconta la storia passata di questo singolare Grand Hotel di Budapest, ormai andato in rovina, attraverso le voci dei personaggi che lo animano e lo hanno animato.

Ci troviamo all’interno di un microcosmo, che Milena ha contribuito a creare realizzando costumi unici e ironici, così come tutta la sceneggiatura del film.

Il colore più significativo è sicuramente il viola, che contraddistingue la divisa dei Lobby Boys, protagonisti della pellicola, e di tutto lo staff dell’hotel. Le guardie invece, che ostacolano la storia, si differenziano per i loro grigi spenti, totalmente opposti alla vita che c’è invece nel cuore della residenza. Sarcastici e irriverenti poi i costumi delle vecchie e ricche signore adescate da Monsieur Gustave, che attraverso gli abiti ostentano la loro esagerata ricchezza.

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“Grazie all’Academy e grazie Wes – ha detto dal palco del Dolby Theatre – questo è per te, lo vogliocondividere con te. Sei stato di grande ispirazione, sei come un direttore d’orchestra, sei un grande compositore, sei il nostro regista e sei stato il nostro ispiratore. Senza di te non avrei mai potuto farlo. Grazie di quello che hai fatto e per il risultato che hai permesso di ottenere a noi tutti”.

Nulla più da aggiungere, se non la nostre più sentite congratulazioni a questa artista.

 

 

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