こんにちわ (Kon’nichiwa!)

Ciao a tutti!

Come avrete visto ultimamente è tornato di moda il Kimono.

Non importa la fantasia: con ispirazione orientale o che ricordi il Divisionismo (come quelli di H&M che Allegra indossa in queste foto), con motivi floreali o geometrici, lungo, corto, con o senza frange (ne trovate di bellissimi anche su Asos).

 

Hello everyone!

As you can see, the Kimono is a trend nowadays.

The pattern doesn’t matter: either with oriental inspiration or that remind us of Divisionism (such as the ones that Allegra wears in the pics), with floral or geometric pattern,  long, short, with or without fringes (you can find them also on Asos)

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Il Kimono ha un storia antichissima. In origine veniva usato per indicare tutti i tipi di abito. Successivamente venne usato per distinguere i tradizionali abiti giapponesi da quelli occidentali.

Al contrario degli abiti occidentali, che sono tagliati apposta per adattarsi alle forme, questi vengono realizzati unendo pezzi rettangolari di tessuto (di solito seta) che nascondono completamente le curve, così chi li indossa deve muoversi con grazia, dimostrando di avere doti profonde.

Le prime testimonianze del tipo di abbigliamento indossato in Giappone risalgono al periodo Kofun (300-552 d.C.) e ci sono state tramandate grazie a sculture funebri.

I tessuti più antichi di cui possediamo dei reperti risalgono al periodo Asuka (552-710 d.C), mentre il primo esempio di industria tessile pienamente sviluppato risale al periodo Nara (710-794 d.C), periodo durante il quale apparve il primo capo d’abbigliamento somigliante a un Kimono.

Durante il periodo Heian (794-1195 d.C), il potere degli Imperatori si indebolì e le relazioni con la Cina furono sospese, così il Giappone fu in grado di sviluppare un proprio senso artistico. La moda di quel tempo prevedeva disegni piccoli e regolari, accenni di varie sfumature di colore si trovavano sul collo, sulle maniche e sull’orlo dei capi più ricercati, mentre sottili variazioni cromatiche si adattavano alla stagione in corso.

Nei mesi di novembre e febbraio si usavano le sfumature di susino: bianchi esteriormente e rossi internamente.

 

The Kimono has a very ancient story. Originally this term was used to indicate every kind of dress. Only later the word was used to distinguish the tradiotional japanese dress from the occidental one.

Different from the occidental dresses, that are cut with the aim of fit the body, the kimono is realized combining rectangular pieces of tissue (usually silk) that cover complitely the curves so that, the one that wears it, has to move in an elegant way to show that  he has a gift.

The first witnesses about the kind of dress wore in Japan came from the Kofun age (300-552 D.C) and we know them thanks to funeral sculptures.

The most ancient tissues that we have  came from the Asuka age (552-710 d.c), while the first industrial tissue complitely developed came from the Nara age (710-794 d.c.). In that period we found the first dress that really looks like a Kimono.

During the Heian age (794-1195 d.c.) the power of the emperors started to weaken and the commercial relations with China were interrupted, so that Japan could develope his own art.

The fashion of that period had small and regular drawings with shades of colours on the neck and on the sleeves of the dresses. In november and february they used shades of plum tree: white on the exterior part and red on the internal part.

 

Deep Red Shibori Haori

Deep Red Shibori Haori

 

In marzo e aprile, invece, si preferivano le sfumature di glicine, associando al color lavanda presente all’esterno una fodera blu.

In march and april they’d rather use the shades of wisteria, associating a blue lining to the colour of lavender.

Wisteria Kimono

I colori iniziarono a rispecchiare le stagioni e gli stati d’animo, mostrando così quanto la cultura giapponese fosse in sintonia con la natura.

Ovviamente, le regole indicavano anche cosa non andasse fatto (per esempio indossare un Kimono con un fiore di ciliegio in autunno o inverno).

Proseguendo si arriva fino ai giorni nostri, quando il Giappone ha cominciato ad aprirsi alla moda occidentale, dando origine a uno stile affascinante composto dalla fusione tra il kimono tradizionale e l’abbigliamento occidentale. Di conseguenza, si iniziò a produrre un nuovo tipo di kimono talmente contemporaneo e originale che ancora oggi i moderni stilisti giapponesi riprendono i motivi di questo splendido periodo.

The colours started to reflect the seasons and the humor, showing that the japanese culture was so attached to the natur.

Obviously the rules indicated also what you couldn’s do: for example you couldn’t wear a Kimono with the cherry flowers in autumn and winter.

Then Japan opened to the occidental fashion, making a beautiful style composed by the fusion of the traditional Kimono and the occidental dresses.

So they started to produce a new kind of Kimono that was contemporary and original and the fashion designers still take inspiration from that period nowadays.

L'imperatore Hiroito e l'imperatrice Nagako alla cerimonia di incoronazione nel 1926

 

Oggi poi i Kimono sono di grande ispirazione non solo per gli stilisti ma anche per i pittori, come possiamo vedere in alcune delle opere di Stephanie Rew, artista scozzese classe 1971.

Questa serie di opere trae ispirazione dal tradizionale abito della Geisha, dai colori vividi e con dettagli incredibili.

Come si può notare, l’anatomia umana e la figura femminile sono i leitmotiv del suo lavoro.

 

Nowadays  Kimonos inspired not only fashion designers but also painters as we can see in the works of Stephanie Rew, scotish artist born in 1971.

Theese works take inspiration from the Geisha’s traditional dress, with strong colours and full of details.

As you can see the human body and in particular the female body are the Leitmotiv of her work.

 

 

 

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